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Cultura dell'acqua

Ultima modifica 22 febbraio 2022

Gli usi dell'acqua

L'acqua viene utilizzata per molteplici scopi, rivestendo un ruolo centrale in tutte le attività che ne fanno uso, diretto o indiretto. Negli ultimi decenni i consumi mondiali di acqua sono aumentati di quasi dieci volte: circa il 70% dell'acqua consumata sulla Terra è impiegata per l'uso agricolo, il 20% per l'industria, il 10% per gli usi domestici. In Italia il settore agricolo assorbe il 60% dell'intera domanda di acqua del Paese, seguito dal settore industriale ed energetico con il 25% e dagli usi civili per il 15%.

campi centrale nucleare sorgente

L'uso agricolo dell'acqua, proveniente da fiumi, laghi e falde sotterranee, è quello che incide di più sullo sfruttamento idrico complessivo, e la previsione è che aumenti esponenzialmente negli anni a venire, per via della crescita demografica continua e dell'espansione delle aree urbane. I fabbisogni relativi al settore primario dipendono da vari fattori, come il clima, la natura dei suoli, le pratiche colturali, le tecniche di irrigazione. A livello mondiale prevale da tempo un'agricoltura ad alta intensità di rendimento, che richiede grandi estensioni di terre da irrigare e, di conseguenza, grandi apporti d'acqua, per usi non solo alimentari ma pure destinati all'allevamento e alla produzione di energia alternativa. Le colture più diffuse sono quelle cerealicole, idroesigenti soprattutto se localizzate in corrispondenza di suoli poco adatti a questo genere di coltivazioni. L'irrigazione, se praticata in maniera corretta e sostenibile, può comunque fornire un contributo rilevante al miglioramento dell'ambiente e alla stabilizzazione della produttività delle colture.

La quantità d'acqua impiegata nell'industria dipende da numerosi fattori, quali il tipo di attività e le tecnologie utilizzate. In generale, è possibile individuare tre differenti modalità di utilizzo dell'acqua: come materia prima nel processo produttivo, per il raffreddamento dei macchinari, per il lavaggio degli impianti. Quello industriale è un settore in espansione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo che spesso fanno uso di tecnologie obsolete e inquinanti: le acque utilizzate nei cicli produttivi industriali non sempre vengono restituite alla natura nelle stesse condizioni originarie. Va riconosciuto che soprattutto negli stati membri dell'Unione Europea, a partire dagli anni Novanta, sono state approvate numerose leggi che hanno imposto delle limitazioni all'utilizzo di agenti inquinanti in ambito industriale e la dotazione di tecnologie adeguate per la depurazione e il riciclo delle acque reflue.

L'acqua costituisce pure una fonte rinnovabile di energia, anche se il funzionamento delle centrali idroelettriche può avvenire a discapito del reticolo idrografico di un territorio, soprattutto se si tratta di impianti di grandi dimensioni, che impongono la costruzione di sbarramenti e dighe, il prelievo di portate rilevanti da fiumi e torrenti e il loro immagazzinamento in bacini vallivi, con modifiche sostanziali del paesaggio e del clima. Viceversa la dislocazione di piccoli impianti idroelettrici lungo canali e condotte preesistenti, rappresenta una alternativa auspicabile anche in funzione di un uso plurimo della risorsa idrica. L'acqua trova impiego anche nelle centrali termoelettriche, dove viene utilizzata per trasformare l'energia termica in energia cinetica utile a produrre elettricità e per il raffreddamento dei macchinari. Questo comporta la reimmissione nell'ambiente di acque a temperature molto maggiori rispetto a quelle naturali.

Gli usi civili dell'acqua comprendono quelli per l'alimentazione umana, per la preparazione del cibo, per la pulizia del corpo e degli ambienti domestici e pubblici.
In questo caso non conta solamente la quantità di acqua che viene messa a disposizione delle persone, ma anche la sua qualità.

rubinetto

Negli ultimi anni a livello mondiale il consumo d'acqua per usi civili è più che raddoppiato in seguito all'incremento demografico ma anche ad un aumento dei consumi dei singoli individui. Nei Paesi occidentali una persona utilizza mediamente 200 litri al giorno, di cui solo una piccola parte del totale è impiegata per cucinare e per bere mentre la maggior parte è usata per usi non alimentari: lavaggio di panni e stoviglie, in bagno e per innaffiamento…


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